Udine e provincia e il carnevale e Venezia e le maschere…

I crostoli sono deliziosi con cioccolata, mostarda, marmellata… zucchero a velo… le fritelle, le castagnole…

A carnevale ogni scherzo vale…un modo di dire che trae origine fin dai “saturnali” romani e durante i “festeggiamenti della Repubblica di Venezia”. Baldoria, divertimento, concessioni, sovvertimento delle regole erano tollerati, quindi gli scherzi di ogni sorta e dissolutezza.  “Semel in anno licet insanire”… una volta all’anno è lecito fare pazzie… così la pensava Seneca e così facciamo a carnevale.

Coriandoli, feste mascherate, sfilate…  Anche a Udine, Sauris, Tarcento… e Venezia questo succede.

Alcuni link:    Carnevale a Udine e in Friuli

Carnevale di Venezia

Masks and more…

Vi aspettiamo a Udine e provincia… fin a Venezia.  Un soggiorno nel nostro bed and breakfast a Udine e godetevi il Carnevale.

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Friul Friul

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Porta Aquileia – Udine – Italy

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images clickL’ultima, la quinta cerchia delle mura della città.

Porta Aquileia si erge possente all’inizio della omonima via e la sua costruzione massiccia in pietra e mattoni ci ricorda la storia di Udine. Erano tredici le porte che permettevano di entrare nella città di Udine circondata dalle mura.
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Architettura medievale fortificata risalente al 1373 attualmente ospita il Consorzio per la Tutela dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia.images click

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Mandi Federico!

Ci ha lasciato Federico Tavan

Un mandi, un saluto in friulano ad un poeta. Ciao Federico.

«Scrivevo in italiano perché quando si andava a scuola in Andreis le maestre ci picchiavano e ci insegnavano che parlare la nostra lingua era peccato e si andava all’inferno […]. Poi ho scritto in andreano: l’andreano è una lingua bella, piena di miele […]. E inoltre l’italiano non lo so. Conosco solo sessanta parole, sono costretto ad andare giù a Montereale per conoscerne di nuove; l’ultima è stata ‘ossimoro’. Ma ho già dimenticato che cosa significa. Fino a qualche anno fa scrivevo poesie nudo davanti allo specchio. Riempivo i cassetti e le tasche di poesie. Poi, grazie a qualche buona persona, le ho pubblicate. Ho continuato perché in Andreis d’inverno le notti sono lunghe e fredde. […] Scrivo perché mi piacciono le parole: albero, cane, fagiolo, zucca… io le parole le mangerei» (Federico Tavan).

 Friulian language

«Sfogu in mi
settima. Premessa: Al mat lu fai
comeche un barbier al fai al barbier.
Svolgimento: A 47 ans ai il
dirit de sfogame. Tant, a la mê
etât,/ a Diu jo e jai za perdonât,/
coma a un fi un po cojon,/ ca se
po ancje petaie sul cûl.. No tant
fuart./ L’altra sera a un incontru
de poesia al mancjava/
“Usmis”./ E an mandat a dî
“Cussì se domandarei parceche
non sen presinz”./Purtrop a
chei che era uvi, de “Usmis” ano
ie interessava un bile nua./ Ma
ce c’entrezu jo cu li beghes, li polemiches,
li invidies e al cerviel
plat dei poetas?/ Un cont al è
scrive sudant, blestemant, vaint,
gumitant,/una man su la pena
una su l’ucel./E se no, par cui
scrive? Par la television?/Par chi
te dize che so brau? Par no muri?/
Pa chiel furbu de Corona, ca
se fai passâ par scultour?/Par
una laureada cualunche, cheà
una roba no sai in ce poust, che
a mi a no me sierf?/ Par cui, aizu
da scrive?/ Dai, no sten scherzâ…/
Ai gola de finî cun Dario
Bellezza: “Amo solo me stesso e
la mia morte”/ E alora?/ Mandi»
Federico Tavan